passaggio a fibra ottica di TIM

Sono stata subissata da numerose telefonate di Telecom per cambiare la mia linea tradizionale con la fibra ottica, non ero molto convinta perchè ultimamente internet la uso poco a causa di numerosi impegni (e mi spiace per i miei blog e per i vostri che riesco a leggere raramente), le offerte mi sono sempre state proposte in forma gratuita, modem gratuito, nessuna spesa ecc.ecc.  Durante l’ennesima telefonata il tenore è stato  questo:

: Buongiorno è la Tim, vorremmo il numero del suo cellulare per la conferma del cambio linea con la fibra ottica  – Mia risposta: mi scusi ma non do il num. del mio cell. al primo che mi telefona, chiamerò la Telecom per verificare.

: Guardi che è una prassi comune, il suo nominativo è il seguente, vorremmo fissarle un appuntamento in settimana con il nostro tecnico, ecc.ecc.

Dopo numerose insistenze la signorina, innervosita, mi ha passato la sua rsponsabile che ha insistito a sua volta ignorando il fatto che oltre a non dare il numero non ero interessata alla fibra,risultato? mi ha sbattuto giù la cornetta. Mi direte: ma perchè non l’hai fatto prima tu? perchè sono educata e comunque mi spiaceva fare la maleducata con una persona che stava lavorando, anche se antipatica..

Ho telefonato successivamente a Telecom che mi ha confermato che quel tipo di richieste telefoniche venivano effettuate da venditori esterni e comunque la proposta era reale e interessante anche perchè la fibra ottica sarebbe diventata il nuovo sistema Telecom in sostituzione della linea classica e di conseguenza era un’offerta da prendere al volo, perchè del tutto gratuita. Non chiedetemi come, ma dopo un paio di altre telefonate , per avere la certezza della gratuità, ho accettato.

Dopo una settimana è arrivato un tecnico gentilissimo che nel giro di un’oretta, mi ha installato il modem nuovo. Il tutto funziona correttamente, anche se il mio pc è lento come prima ma qui forse non dipende dalla linea ma dal mio windows 10 che occupa parecchia memoria.

Per finire mi è arrivato il contratto da Telecom:

2.1 Condizioni Economiche dell’Offerta “INTERNET SENZA LIMITI” in tecnologia Fibra
Con il passaggio dell’Offerta INTERNET SENZA LIMITI in tecnologia Fibra le condizioni economiche del tuo abbonamento restano invariate ad eccezione del caso di cessazione dell’offerta: il contributo di disattivazione sarà pari a 99€ invece di
35,18€ previsto nel caso di cessazione dell’offerta INTERNET SENZA LIMITI su tecnologia ADSL.

Ops, le signorine di Telecom si sono dimenticate di informarmi di  questo passaggio, bè è roba di poco conto, perchè dovrei chiedere la disattivazione?…..

Spero che questo mio post, scritto di getto e senza troppo controllo ortografico…(uffa, sono sempre di corsa) vi possa essere utile in caso di passaggio alla fibra ottica……..

Ciao, Ross@

 

 

 

 

 

Tari gonfiata? Ecco come capirlo e come richiedere il rimborso

Grandi città come Milano, Genova, Napoli e tantissimi comuni del Sud Italia sono stati coinvolti nel caso #Tari. La segnalazione è stata fatta in primis dal parlamentare Giuseppe L’Abbate, esponente del Movimento 5 Stelle, il quale, con l’ausilio del suo commercialista, ha notato una scorretta applicazione del calcolo della tassa sui #rifiuti.

La scorretta interpretazione della legge

Quanto si sta verificando negli ultimi giorni, non è altro che il frutto di una cattiva interpretazione della normativa prevista per la Tari. Il testo di legge prevede, infatti, che la tassa sui rifiuti venga applicata, per la parte variabile, unicamente all’abitazione.

Quanto riscontrato da Giuseppe L’Abbate, invece, ha messo in luce un calcolo scorretto operato in primis dal suo comune, Polignano a Mare, poi riscontrato anche nel 10% dei comuni d’Italia. Ciò che ha tratto in inganno è stato il fatto che la maggiorazione prevista per la quota variabile, è stata applicata anche alle pertinenze.

Come accorgersi se la Tari è giusta

Anche in questo caso, il Governo non sta andando incontro ai cittadini, in quanto saranno proprio quest’ultimi, con supporto del Caf o del proprio commercialista, a dover controllare tutta la documentazione al fine di scovare eventuali errori. Nello specifico, dovrà essere oggetto di particolare attenzione l’avviso di pagamento: oltre al riepilogo della quota da versare, ci sarà un’informazione dettagliata riguardante le unità immobiliari, con annessi dati catastali, la superficie soggetta a tassazione, il numero degli occupanti e la relativa quota variabile e fissa.

Dunque, per comprendere se la Tari è stata gonfiata, si dovrà fare attenzione alla quota variabile, che dovrà essere calcolata solo ed esclusivamente sull’abitazione.

Un esempio di calcolo corretto della Tari

Il Corriere della Sera, al fine di chiarire maggiormente l’applicazione della Tari, ha proposto un esempio concreto cosicché i cittadini possano operare in maniera speculare lo stesso ragionamento di calcolo. Si consideri, ad esempio, un soggetto facente parte di un nucleo famigliare composto da 4 membri, che sia in possesso di un’abitazione di 100 mq: annessi vi sono anche un garage da 15 mq e una cantina da 10. La quota fissa è pari a 2 euro/mq, mentre la quota variabile è di 142. Dunque, il calcolo sulla tassa dei rifiuti andrebbe fatto moltiplicando i 2 euro/mq per i 125 mq totali (100 mq dell’abitazione, 15 mq del garage e 10 mq della cantina), ottenendo così 251 euro. A tale prodotto, si aggiungono i 142 euro della quota variabile, ottenendo una Tari totale di 381 euro.

La Tari gonfiata: la modalità di calcolo errata

Prendendo sempre come punto di partenza l’esempio precedente, esaminiamo adesso il calcolo che invece dà vita ad un’applicazione scorretta della tassa sui rifiuti.

Ciò che è stato constato da Giuseppe L’Abbate e che ha coinvolto una casistica pari al 10%, ha previsto una  modalità del tutto differente, la quale ha portato ad un rigonfiamento della Tari non indifferente. Nello specifico, ai 250 euro ottenuti moltiplicando i 2 euro per i mq complessivi di proprietà del cittadino è stata poi aggiunta per ben tre volte la quota variabile, una per ciascun elemento (abitazione, garage e cantina). Ovviamente ciò ha portato ad un risultato decisamente differente rispetto a quello iniziale, in quanto adesso si parla di un importo complessivo di 673 euro.

Le modalità di rimborso per la Tari

Cosa è legittimato a fare il cittadino, nel caso in cui si accorgesse che il calcolo sulla Tari è stato effettuato in maniera errata? A tal proposito è necessario fare chiarezza. Innanzitutto è possibile fare una richiesta di rimborso al Comune di appartenenza che potrebbe essere accolta andando a decurtare l’importo in eccesso dalle tasse future. Nel caso in cui il Comune si rifiuti di procedere, allora sarà necessario interpellare la Commissione Tributaria: in tal caso si avvierà un procedimento piuttosto lungo ma che ha alte probabilità di concludersi positivamente per il cittadino. Nel frattempo, il Ministero dell’Economia e delle Finanze sta predisponendo un documento che presto verrà pubblicato al fine di chiarire in maniera più dettagliata tutte le modalità per identificare la corretta applicazione della tassa

http://it.blastingnews.com/

 

DOVREMO CAMBIARE IL TELEVISIORE(o comprare un decoder)

Le emittenti europee saranno costrette a modificare la tecnica di trasmissione. Così tutti i cittadini dovranno cambiare la televisione (anche quelle di ultimo modello) o comprare un nuovo decoder.

di Caludio Cataldo

Avete comprato da poco un televisore ultra-fino, magari di quelli che si appendono al muro, nella speranza di ridurre al minimo l’impiccio dei vari decoder? Mai scelta poteva rivelarsi peggiore.

Nessun cittadino, infatti, ha fatto i conti con la “zia” Europa, che obbligherà tutti i telespettatori a cambiare televisore. Oppure ad aggiungere un decoder ai soprammobili in salotto.

La commissione europea, infatti, ha deciso di anticipare al 2020 il cambio di frequenze in tutti i Paesi dell’Ue. Questo significa che le emittenti nazionali dovranno cambiare la tecnica di trasmissione ora in uso, obbligando i telespettatori a dotarsi di un televisore che sappia ricevere questi “nuovi” segnali. I problema è che nessuo degli attuali apparecchi è in grando di farlo. Così le scelte sono due: o si compra una nuova tv, relegando al cassetto dei ricordi quello comprato – magari – appena lo scorso natale; oppure dotarsi di un nuovo decoder.

Le nuove frequenze, come spiega Libero, sono le DVB-T2, eventualmente compresse con un softwere HEVC. In teoria il cambio sarebbe dovuto essere ad inizio 2022, ma la data è stata anticipata. Il motivo è che l’Ue vuole liberare la “Banda 700” attualmente usata dalle televisioni per donarla alle reti internet ultraveloci (4G e 5G). Le nuove tv saranno prodotte solo ad inizio 2017, quindi quelle comprate in questi due anni potrebbero rivelarsi dei pessimi affari.

Non solo. Perché la decisione europea potrebbe avere conseguenze anche per le casse dello stato. Le emittenti concessionarie, come Mediaset, infatti, hanno il contratto in scadenza fino al 2032 e – in teoria – potrebbero chiedere un risarcimento per il fatto di essere costretti a chiudere anticipatamente il contratto. Lo Stato, infatti, a breve dovrà aprire una nuova asta per gli spazi nell’etere.

Intanto, però, i telespettatori si arrendano: il loro nuovo televisore è già vecchio.

http://www.il giornale.it

NOTTURNO

E’ misterioso, inquietante, suadente, avvolgente, rispettoso: il buio. Tante cose accadono nella notte. Mentre tutto si adagia, sembra sostare in attesa, crescono nel segreto, non viste, cose importanti. Sfuggono agli occhi e appaiono, evidenti, solo a giorno inoltrato. Crescono piano le cose che contano; crescono sotto lo sguardo anche di quelli che non cercano ciò che evidente non è.
Quante volte, nell’oscurità, cresce più chiara, più forte, più precisa, la volontà di comprendere: si vorrebbe tornare a vedere frammenti di vita già andata, vissuta, passata. Quale sete ha il cuore di chi conosce il colore della notte e ha imparato ad ascoltare la voce della vita che se ne va, che si trasforma, che muta la storia della gente, quella voce che scava dentro, la mente e i passi?
La notte è il tempo dei pensieri, delle emozioni, delle passioni che riaffiorano e trascinano domande alle quali non si può non rispondere.
Rientrati, a sera, restano oltre quella porta i rumori della strada, quei suoni che nel giorno consumano o quantomeno appannano mete e desideri: tutto resta fuori. Mentre dentro, invece, riemerge prepotente la verità di sé, quella che interroga senza attenuanti, e rimette in primo piano ciò che è rimasto sulla strada.
Non si può vivere lasciando che i giorni passino l’uno accanto all’altro.
Non serve aspettare la notte, se i colori del giorno non diventano fermenti di luce nel buio che toglie solo tutto ciò che non serve per incontrare la vita, fra tante vite che intrecciano la propria esistenza.
E’ ingannevole la vita, sono ingannevoli gli anni pensati senza fine; è breve la gioia che pare così gradita.
Vorremmo tornare indietro per rivedere il passato, per comprendere meglio quello che abbiamo perduto. Cercare l’esistenza: il lavoro di ogni giorno. Cercare l’esistenza. Che altro? Tutto diventa importante. Il dettaglio, il particolare diventa sublime attenzione. Ogni volto, messaggio di vita che favorisce e facilita la conoscenza di sé: sapore che condisce passi, talora affaticati.
Cosa accade nel cuore di chi cerca di rialzarsi dopo ogni caduta, dopo ogni nuovo dolore, dopo ogni nuova fine, non è dato sapere. Eppure, in quel mistero, ciascuno custodisce le verità più alte, quelle che si confessano solo a se stessi e che lasciano fuori della porta qualsiasi finzione, artificio, sotterfugio, timore.
L’unica notte oscura è quella che non si vuole affrontare.
Il nuovo verrà.
Ci potrà passare accanto, ci potrà interpellare, ma se non lo si vuole affrontare…non ci cambierà. Si ricomincia, nella notte, a cercare l’esistenza, quella che appaga il cuore e rende prezioso il vivere. Nel cuore della notte emerge il desiderio di tornare alla casa d’origine, lì da dove è iniziata quella trasformazione di sé che invita a cogliere l’esistenza, preziosa e unica, come luogo d’incontro, tempo di riconoscimento, spesso, tempo di attesa.
Non è facile attendere, non si è più abituati ad attendere: se non a condizione e a garanzia di avere diritto a una risposta… a fronte della certezza di avere qualcosa in cambio, un ritorno. Durante queste trasformazioni se, da una parte, si prova una indicibile fragilità, dall’altra, più viva sembra diventare la voglia di vivere o almeno il desiderio di trovare un più forte senso per vivere, più attenta si fa la ricerca della bellezza e della gioia, più familiare torna lo stupore e la gratitudine: anche se intorno resta la notte, o prevalgono le nebbie notturne più impenetrabili, la vita diventa diversa, altra, nuova.
Tramonti e albe, primavere e autunni hanno scandito il trascorrere del tempo, ma intatta resta la fedeltà alla vita: essere fedeli alla vita è un assecondare inviti, un raccogliere messaggi, riconoscere segnali.

DA:http://www.legirasole.it/letture/notturno

GRANELLI D’AUTUNNO

di Fausto Corsetti.

Ti sorprendono come un filobus in una città con le strade deserte. Giungono in punta di piedi su scarpe che sussurrano all’asfalto. Ti camminano al fianco e sorridono con occhi luminosi e pieni di malinconia. Un sole tiepido accarezza loro le spalle e le scalda come uno scialle caldo della nonna.
Le definiscono “mezze stagioni” ma ti colmano la vita.
Autunno: per alcuni tempo della tristezza, per altri momento di gioiosa malinconia. Le ore dell’attesa, delle foglie che sono pronte a dire addio agli alberi per planare eleganti sul selciato che le attende. Capaci di mutare colore ad ogni spiffero di vento, prima verdi, poi rosse, dorate e infine marroni.
Una vita racchiusa in quei pochi attimi dal cielo alla terra, infinite storie da raccontare in quel volo che sembra eterno ma dura un momento.
L’autunno: uno squarcio di luce leggero e prepotente da dietro un palazzo; un via-vai di persone che corrono assorte e hanno in testa mille cose da fare.
“Sono” l’autunno i bambini che si affacciano all’esistenza con il solo peso di uno zaino dai colori sempre più intensi; “sono” l’autunno gli occhi luminosi delle ragazze che hanno abbandonato nella borsa le lenti scure dell’estate.
L’autunno è il ritmo blando di chi deve affrettare il passo. La stagione dei libri nuovi che non vuoi aprire per non sciupare le pagine. E’ il frusciare delle ore di luce che ti portano per mano verso una sera dolce e preziosa. L’autunno è una giacca di renna  che sa di cioccolato, una giacca per attraversare un parco e “canticchiare” con la mente un pezzo di Lucio Battisti. Una canzone che parla di carrelli da spingere al supermercato “sottobraccio a te” e di “prezzi rincarati”. Tu cammini con le mani nelle tasche a frugare biglietti dell’autobus e chiavi di casa.
C’è un ragazzo con la barba sulla panchina e al collo una sciarpa scura, lo fissi senza guardarlo e ti chiedi cosa starà pensando. Forse perché l’autunno è la stagione per riflettere e ti sembra normale che tutti stiano lì a fare un bilancio della giornata o, magari, di un’intera esistenza.
Alla fine del sentiero ci sono due strade come accade spesso nella vita. E nessun “vigile” ad indicarti dove andare. Puoi lasciar decidere ai tuoi piedi o fare conto sulla testa.
Qualunque sia la decisione il risultato è dentro una busta chiusa che nessuno sa quando te l’apriranno. Tu sai solo che devi andare e farlo in autunno è sempre un po’ più leggero. Anche se ti sei lasciato il sole alle spalle e davanti c’è solo l’inverno, quella che neanche un meteorologo pazzo può chiamare “mezza stagione.

(www.legirasole.it)

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